Le tasche gengivale si formano in seguito a un aumento del solco gengivale. Il solco è caratterizzato da un canale stretto e profondo tra la superficie del dente e l'epitelio sulcare della gengiva marginale. In una condizione normale questo solco ha una profondità che varia tra uno e tre millimetri. Quando ci si trova in presenza di parodontopatie diventa più profondo e può superare anche i quattro millimetri.

Quali sono le cause di questo fenomeno? Continua a leggere!

Cause delle tasche gengivali

Le cause della sacca gengivale

È possibile individuare specifiche condizioni patologiche che causano un aumento della profondità del solco gengivale. Queste cause vanno ricercate in particolare nella deposizione di placca che, se non viene rimossa correttamente, provoca la distruzione dell'epitelio sulcare che, per proteggersi, si sposta verso il basso.

In queste circostanze si verifica il sanguinamento delle gengive, soprattutto quando si spazzolano i denti e in generale dovuto a piccoli traumi. Le tossine batteriche spingono il tessuto gengivale a ritirarsi lasciando scoperte le radici del dente che, oltre a essere antiestetiche possono essere piuttosto dolorose. A questo punto anche l'osso si riassorbe, creando tasche ossee in cui la placca si accumula con estrema facilità, calcificandosi e diventando tartaro.

I batteri di placca e tartaro non rimossi contribuiscono al progredire della malattia, si annidano nelle tasche parodontali e producono tossine che uccidono gli osteoblasti, le cellule responsabili della riproduzione dell'osso. Questa condizione provoca inoltre un'eccessiva mobilità dei denti fino a causare la loro caduta, anche quando sono perfettamente sani. 

Appare dunque evidente che la principale causa delle tasche gengivali è la placca batterica. Questa ha origine da numerosi fattori:

  • il fumo, le sostanze citotossiche distruggono le cellule che si occupano del mantenimento dei tessuti che sostengono i denti;
  • lo stress, diminuendo le difese immunitarie;
  • la gravidanza e la pubertà, a causa delle fluttuazioni ormonali;
  • le terapie farmacologiche, in particolare i cortisonici, gli antidepressivi, gli antiipertensivi, i contraccettivi e altri farmaci;
  • la predisposizione genetica;
  • il diabete;
  • altre patologie sistemiche.

Quali sono i sintomi delle tasche gengivali?

È molto importante sapere che può capitare che le sacche gengivali si verificano in assenza di sintomi. Per questo motivo solitamente ci si accorge della malattia parodontale quando questa raggiunge una fase avanzata e mostra i primi segnali che ci mettono in allarme: sanguinamento, alitosi, indolenzimento diffuso e mobilità dei denti.

L'unica soluzione per individuare in modo tempestivo questa malattia e prevenire i danni che può causare è grazie a visite di controllo periodiche e pulizia dei denti professionale. Grazie alle visite di controllo il dentista potrà valutare lo stato di salute dei denti e bloccare sul nascere ogni patologia a danno del cavo orale. La pulizia dei denti professionale è essenziale per rimuovere in profondità la placca e il tartaro che si annida sui denti generando numerose problematiche, tra cui le malattie parodontali.

Come si diagnosticano le sacche gengivali

La diagnosi delle tasche gengivali prende il nome di sondaggio parodontale e si esegue inserendo delicatamente una sonda millimetrica tra il margine gengivale e il dente. In questo modo è possibile rilevare le misure in diversi punti di ogni dente, così da qualificare la profondità e individuare la presenza di tasche parodontali. Se le gengive sono sane il solco avrà una profondità di massimo 3 millimetri. Quando ci troviamo davanti a valori superiori a 4 millimetri si considera la condizione come patologica.

Una volta individuato il problema si può procedere con la terapia in base alla gravità. 

È possibile prevenire la malattia utilizzando correttamente lo spazzolino e il dentifricio, ma da soli non bastano. Occorre usare il filo interdentale ed eseguire gli sciacqui con collutori antiplacca. Seguire una corretta igiene orale a casa è importante ma per tenere alla larga questo disturbo è indispensabile fissare delle sedute di pulizia professionale ogni sei/otto mesi in uno studio dentistico.

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